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Adoro pensare che questa sia la mia esperienza “Vipassana”: una meditazione introspettiva alla ricerca della pace interiore.

In questo periodo, paradossalmente, stiamo tutti vivendo la nostra meditazione Vipassana.

Non pretendo che tutti condividano ciò che ho scritto, perché tutti capiamo cose diverse in diversi periodi della vita!

Ma spero che anche tu possa valutare la tua opportunità in questa quarantena o come la chiamo io “meditazione collettiva Vipassana”!

Mi ritrovo anch’io qua a esporre i mie pensieri circa il periodo COVID-19, circa questa quarantena e cosa ho tratto da tutto questo periodo. 

Devo ringraziare delle persone che, in questo periodo, mi hanno aiutato a rafforzare la mia idea verso il mio approccio alla vita. 

Anche se questo è un momento particolare per l’intera umanità, tendenzialmente sono abbastanza serena, ostinandomi a credere che in ogni periodo di forte sconforto ci possa essere un momento di forte rinascita. 

Pensate che nella simbologia cinese il carattere crisi è composto da due, uno rappresenta il pericolo, la crisi e l’altro l’opportunità. 

C’è chi infatti, in questo momento, si reinventa, cuoco, pasticcere, amante dello yoga e c’è persino qualcuno che ha cominciato a meditare, e chi occupa il suo tempo, non solo nella crescita dei propri figli, ma oltremodo nella crescita personale. 

C’è chi però la crisi la vede come tale immedesimandosi troppo nei momenti di forte amareggiamento, non trovando una via d’uscita.

Credo che le persone che si inventano e che riescono a trovare il lato positivo, sono umane e sia in questo periodo, come nella vita quotidiana, valutano i momenti di forte sconforto come un momento temporaneo, rielaborando e trasformando in opportunità. 

E’ un pò la caratteristica del resiliente: forza e serenità insieme. 

Indubbiamente questo momento non ci fa più allontanare da noi stessi, ma ci porta ad osservare le nostre paure. 

Se il problema risiede in noi stessi ed in quello che ci continuiamo a raccontare, o ancor meglio, cosa la mente continua a elaborare e in quanto ci identifichiamo nei nostri pensieri, è difficile sedersi con i nostri traumi, le nostre lotte e la nostra parte più oscura

Lavorare su noi stessi è la parte più difficile, ma non impossibile!

Adesso che le distrazioni sono finite e non possiamo più evadere, ci rendiamo conto di quanto siamo assuefatti da poteri curativi esterni quale un abbraccio, una carezza, la parola di conforto o lo sguardo amico. 

E non c’è niente di male in questo, ma quello che mi domando è: riusciamo a colmare questo vuoto, potendo dare a noi stessi quello che gli altri ci hanno dato fino a poco tempo fa? 

E capisco anche quanto sia difficile per chi è rimasto solo tra le quattro mura di casa perché in fondo siamo animali sociali. 

Ma credo anche che tutto quello che abbiamo costruito fino a oggi sia legato a un mondo esterno, che pur quanto ricco di potere curativo, abbiamo comunque sottovalutato e affrontato con estremo controllo. 

E lo facciamo anche in questo momento della storia. 

Ci sentiamo disorientati perché non abbiamo più il controllo di quando possiamo uscire di casa, se possiamo uscire e se tutto tornerà come prima. 

E allora mi chiedo:
  –  ma veramente vogliamo quello che avevamo prima?  –

Abbiamo sottovalutato il potere di un amico, mettendo al primo posto una notifica sul telefono. 

Alcune sere, ci siamo ubriacati, senza ricordarci niente di quello che abbiamo vissuto. 

Abbiamo chiesto al nostro pianeta di portarci in giro ogni tre mesi, perché annoiati della nostra vita. 

Abbiamo comprato poliestere inquinando i nostri mari. 

Abbiamo comprato, abusando di potere, schiavizzando qualcun’ altro dall’altra parte del mondo, diventando consumatori compulsivi “made in china”. 

E tutto quello che ci siamo comprati, pur quanto superfluo, non ci ha reso comunque felici! 

Adesso, che possiamo goderci tutto quello che abbiamo conquistato, includendo il più grande investimento di tutti i tempi, quale una casa, ci sentiamo deprivati della nostra libertà! 

Abbiamo abusato e ora ci sentiamo abusati della nostra libertà? 

Sediamoci per un attimo, senza reagire a queste parole molto forti. 

Questa voi la chiamate “normalità”, veramente vogliamo tornare alla vita di prima? 

Prima che succedesse tutto questo ho fatto una scelta ed è stata quella di non consumare per essere felice. 

Di non andare al ristorante ogni settimana, ma tenerlo come un evento speciale! 

Ho scelto una vita con pannelli solari, compost toilette e una casa contenitore di quello che di prima necessità mi occorre e tanto, tanto spazio dove poter correre e camminare in mezzo alla natura. 

Ero pronta a questo cambiamento? 

Non lo so! 

Di una cosa sono certa. 

Se dovesse arrivare un’altra pandemia, o se le cose dovessero aggravarsi, io sto bene indipendentemente! 

Pur quanto ho costruito un mondo intorno a me appagante, distaccandomi da felicità apparenti e temporanee, vivendo in maniera semplice e a contatto con la madre terra, il mio benessere dipende da un mondo interiore. 

Quest’ultimo non è articolato da amore e pace tutti i giorni, ma composto da emozioni temporanee, variegate da giorni in cui affronto la mia vita con estrema convinzione della mia scelta, perché sto bene con me stessa, ed altri in cui vorrei tutte le comodità e i comfort, perché magari non sto proprio bene nella mia pelle.   

Mi rendo conto che, in questo momento, molte persone mi considerano una privilegiata perché vivo in campagna e posso farmi una camminata in mezzo al verde. 

Io invece credo che ho creato quello che esattamente volevo, in rispetto del pianeta e delle mie esigenze, in questo momento della mia vita. 

Tutto è stato una scelta consapevole! 

Guardate con nuovi occhi quello che sta succedendo, con una visione più amplificata. 

Il cosmo, come voglio credere l’intera umanità, pur quanto affetta da un virus mortale, sta guarendo rispetto a diversi avvenimenti altrettanto distruttivi! 

Le catastrofi ambientali come il riscaldamento del globo e lo scioglimento dei ghiacciai sono un reale problem, pur quanto magari non ci abbiamo toccato personalmente. 

Intere popolazioni hanno lasciato questa terra!

Gli tsunami hanno devastato intere coste e l’Isola di Pasqua era destinata a essere sommersa dall’acqua. 

Sapete cosa vuol dire quello che questa pandemia ha portato con sé? 

Vuol dire che stiamo dando al nostro pianeta la possibilità di rinascere, vuol dire che facendo uno sforzo e rimanendo a casa stiamo salvando popolazioni, la loro cultura e in scala più grande l’intera umanità. 

Se non avessimo cambiato le nostre abitudini nei prossimi 5 anni, non ci sarebbe stata la possibilità di sopravvivenza in questo pianeta. 

Noi come genere umano e non il nostro pianeta, perché la madre terra in qualche modo ribilancia e trasforma continuando la sua esistenza. 

Non voglio però focalizzarmi su quello che va male, ma su quello che sta cambiando! 

La madre terra si sta curando dei nostri abusi e sono sicura che quando torneremo a passeggiare nel bosco, la vegetazione sarà più rigogliosa. 

Quando torneremo al mare, potremo ammirare il fondale ed i suoi pesci. 

Osservate quale opportunità questo periodo di crisi ha apportato al nostro pianeta e alla nostra vita?

Questo periodo mi ha insegnato a essere forma passeggera, vulnerabile, non in controllo e fragile. 

Ho smesso di reagire per le cose che non capisco, osservando e creando punti di forza, agendo e crescendo consapevolmente. 

Amo pensare che questa è la mia esperienza “Vipassana”: una meditazione introspettiva alla ricerca della pace interiore. 

Questo tipo di meditazione, che normalmente si sviluppa in 10 giorni, non prevede il contatto umano di nessun tipo, visivo e sensoriale, non prevede la lettura, la scrittura di un diario, l’uso del telefono, ogni distrazione di qualsiasi tipo. 

Quello che fai per la maggior parte del tempo è sederti a gambe incrociate e osservare dove la tua mente ti trascina. 

Molte persone cominciano a immedesimarsi troppo con quello che la mente crea e abbandonano: 

– Hai dolori ovunque a stare tutte quelle ore seduto, abbandona!?  – 

– Stai perdendo il tuo tempo, non vedi che non riesci a non pensare!   – 

– Svegliati, c’è ben altro da fare nella vita!  – 

Molte altre concludono l’esperienza, rinascendo più forti di prima. 

Come, mi chiederai? 

Semplicemente osservando, senza identificarsi troppo nelle storie che la mente, delle volte nostra nemica, elabora. 

Diciamo che, in questo periodo, paradossalmente stiamo vivendo tutti la nostra meditazione Vipassana. 

Non pretendo che tutti voi condividiate quello che ho scritto, perché tutti noi capiamo diverse cose in diversi periodi della vita! 

Ma spero che possiate valutare anche voi la vostra opportunità!

E può essere una cosa semplice!

Una persona che ho incontrato una volta nella mia vita, mi ha detto: 

–  trattati come se fosse il tuo compleanno ogni giorno.  – 

Hai messo la torta in forno?

Bisogna festeggiare che siamo vivi, che siamo nelle nostre case e che oggi è un giorno speciale.

La consapevolezza ci rende i creatori indiscussi! 

P.S.: Pensate a come vorreste che fosse l’incontro con i vostri cari, chi vorreste riabbracciare e cosa vorreste cucinare per loro quel giorno. 





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